Ghisa evolve: il colore che accende il nero su una linea che già conosci

20 Maggio 2026

Probabilmente ci vuole audacia e coraggio nel cambiare quello che funziona. Eppure, per noi è naturale continuare a cercare nuove risposte, per proseguire in un viaggio iniziato nel 1987, con i nostri clienti del settore Ho.Re.Ca. 

Ghisa è da anni una delle nostre linee più richieste: è entrata nelle sale e nelle cucine di ristoratori che cercavano qualcosa di più di una stoviglia bianca e lì è rimasta. Forse per quella qualità rara che hanno i materiali autentici: resistono al susseguirsi delle stagioni, si adattano ai menu, non cedono alle tendenze. 

Per questo, quando abbiamo deciso di farla evolvere, non volevamo semplicemente aggiungere: volevamo trasformare la solidità in qualcosa di completamente inatteso. Proporne un’evoluzione, ma mantenendo sempre le versioni precedenti in un continuum che lascia spazio alla scelta.

Il risultato sono tre colori esterni – verde, rosso, arancione – che annunciano un nuovo concetto di texture, profonda e variegata, tipica di Ghisa, come riflessi nuovi su una superficie che molti pensavano di conoscere già. E, invece, si scopre una sfumatura inedita in qualcosa di familiare.

L’evoluzione delle texture: tegame con manici, Ghisa

L’evoluzione delle texture: tegame con manici, Ghisa

I piatti in porcellana effetto ardesia: la texture che ha convinto il settore

Prima di parlare di novità, ripresentiamo Ghisa, che è diventata una delle selezioni preferite dei ristoratori e dei professionisti che lavorano con noi. Il motivo è nella sua finitura: variegata, non uniforme, capace di assorbire la luce invece di rifletterla, senza mai offuscare quello che contiene, illuminando invece la proposta dello chef. Una superficie evocativa, che porta sensazioni materiche, che suggerisce solidità artigiana, che ricorda i vecchi tegami da fuoco senza cedere al folklore e al banale.

È porcellana feldspatica: resistente agli sbalzi termici, compatibile con forno, microonde e lavastoviglie, certificata per il contatto alimentare. Ma esteticamente racconta qualcosa di diverso rispetto alle linee classiche. Chef e operatori Ho.Re.Ca. la scelgono quando vogliono che la stoviglia non svanisca sotto al cibo ma lo accompagni, quasi lo introduca.

Un uovo in cocotte servito direttamente nel tegame, su un piano di legno grezzo. Una tartare di fassona con gel di aceto balsamico su piatto tondo dalla superficie viva. Un brasato portato in sala ancora nel suo contenitore, con il vapore che sale dal coperchio. Ghisa trasforma ogni portata in qualcosa di più denso, più reale e concreto, in una punta di mistero da scoprire.

Verde, rosso, arancione: il colore come trasformazione

Tracce di colore che incontrano la materia, tra vibrazioni di luce e ombra, la nuova finitura esterna non è una decorazione applicata alla linea, ma il traguardo di un’intenzione precisa: dare a Ghisa una dimensione cromatica che la tradizione della stoviglia professionale riserva di solito alle ceramiche artigianali o ai materiali rustici, tenendola però ancorata alla resistenza e alla qualità della porcellana industriale.

L’interno degli articoli resta fedele alla sua identità – profondo, scuro, intenso. È l’esterno che cambia: tre sfumature che non gridano, ma vibrano. Il verde richiama toni organici, secchi, quasi botanici. Il rosso ha la densità di un papavero maturo o di una riduzione di vino che sobbolle. L’arancione è quello di una zucca di fine estate, caldo e terroso.

Siamo arrivati a proporre queste sfumature partendo dall’analisi del dialogo tra cibo e superficie. L’arancione si accende accanto a un risotto alla zucca mantecato al parmigiano reggiano. Il rosso porta con sé la crudità delle carni, il nero di un tartufo affettato sottile, il contrasto con un carpaccio di barbabietola. Il verde richiama l’erba cipollina, l’olio extravergine pressato a freddo, le prime fave di primavera servite con pecorino fresco. Il colore esterno non compete con il cibo, ma costruire il suo habitat.

Nuove sfumature dalla cucina alla tavola, rettangolare liscio buffet

Nuove sfumature dalla cucina alla tavola, rettangolare liscio buffet

Gli articoli in porcellana nera opaca: la linea che si apre al colore

La colorazione esterna è dedicata a diversi articoli, inclusi quelli che il commensale vede da ogni angolazione, che transitano dalla cucina alla sala senza passare inosservati.

Tegami e tegami con coperchi. Il tegame è probabilmente l’articolo più identitario di Ghisa, quello che più di ogni altro porta con sé l’idea di una cucina diretta e autentica. Con il colore esterno, questa idea diventa ancora più esplicita. Un tegame con una sfumatura di rosso portato direttamente in sala, con il coperchio che trattiene ancora il calore di un baccalà in mantecatura o di un agnello alle erbe aromatiche, trasforma il servizio in qualcosa che il cliente percepisce e ricorda. Disponibili con manici e coperchio, rotondi e nella versione tegame fondo 2000, con altezze diverse per ogni tipo di preparazione.

Piatto tondo. Nelle misure 18 e 20 cm, il piatto tondo Ghisa con colore esterno si presta alle portate in cui il bordo è parte dell’estetica. Un crudo di pesce con salicornia e olio di agrumi, un dessert al cioccolato fondente con terra di cacao, un’insalata tiepida con riduzione di aceto di Jerez: il bordo colorato incornicia senza invadere, definisce senza imporre.

Pirofile ovali. Disponibili in varie misure, le pirofile ovali Ghisa con colore esterno danno una nuova identità in sala e al buffet. La vista dall’alto, tipica del servizio a buffet, permette di apprezzare il contrasto tra la colorazione esterna e il contenuto: una pirofila verde con verdure arrostite al timo, una arancione con un gratin di patate alle erbe di montagna. Il colore diventa anche uno strumento di lettura immediata per gli ospiti.

Pirofile Gastronorm. Le pirofile in porcellana formato Gastronorm rispondono a un’esigenza specifica della cucina e del buffet professionale: creare ordine senza rinunciare alla qualità estetica. Affiancate in un bancone riscaldato, le pirofile Gastronorm Ghisa con colori diversi permettono una distinzione intuitiva tra preparazioni, senza segnali aggiuntivi. Funzione ed estetica che coincidono, come dovrebbe essere in ogni cucina professionale ben organizzata.

Rettangolari Lisci Buffet. La famiglia dei rettangolari lisci buffet in finitura Ghisa con colore esterno è disponibile in vari formati, inclusi dalla misura 1/9 alla 1/1, pensati per adattarsi a qualsiasi configurazione di servizio. La forma pulita, senza abbellimenti, esalta il colore esterno, che su superfici ampie acquista ancora più respiro. Particolarmente indicata per buffet di hotel, banchi di gastronomia e catering che puntano a una scenografia cromatica senza ricorrere a ulteriori elementi decorativi.

Tondo Liscio Buffet. La versione rotonda da 25,7 cm completa il sistema buffet con una forma perfetta per composizioni centrali, servizi di preparazioni da forno, piatti unici in cui la circolarità del contenitore contribuisce all’armonia del piatto.

Sensazioni materiche, colori di tradizione, nuovi articoli Ghisa

Sensazioni materiche, colori di tradizione, nuovi articoli Ghisa

Costruire una palette, non solo scegliere una stoviglia

C’è un aspetto che spesso viene sottovalutato nella selezione delle stoviglie per la ristorazione professionale: la continuità cromatica non è un dettaglio estetico secondario, ma uno strumento che comunica qualcosa al cliente ancor prima che arrivi il primo piatto in menù. Un servizio pensato nei colori, in cui le stoviglie hanno un ruolo preciso e riconoscibile, posiziona il ristorante in modo ancora più efficace che gli spazi delle sale.

Ghisa con colorazione esterna offre ai professionisti Ho.Re.Ca. una possibilità concreta: costruire una palette in linea con l’identità del locale. Usare un solo colore per tutta la mise en place e creare un codice visivo immediato. Alternare le tre varianti in modo che ogni portata abbia la sua temperatura cromatica. O ancora affiancare la finitura Ghisa classica agli articoli con colore esterno, per un effetto più efficace, senza pesantezza.

Questa è la libertà che cerchiamo di costruire con ogni linea dal 1987: non stoviglie che impongono uno stile, ma articoli che lasciano ai professionisti lo spazio per definire il proprio.

Perché le pirofile in porcellana per la ristorazione professionale

Una domanda che i ristoratori si pongono spesso riguarda la differenza pratica tra pirofile in porcellana e altri materiali – terracotta, ghisa completa, grès. La risposta, per un uso professionale ad alto volume, è nella combinazione di resistenza e gestibilità: la porcellana feldspatica MPS sopporta sbalzi termici fino a 250°C, è compatibile con forno tradizionale, microonde, lavastoviglie e abbattitore. Ha una resistenza meccanica di 550-600 kg/cm² e una superficie non porosa che non assorbe odori né altera il sapore delle preparazioni.

Per le pirofile Gastronorm in particolare, la compatibilità con i formati standard degli armadi e dei banconi riscaldati è un vantaggio operativo concreto. Le stoviglie MPS Porcellane sono inoltre certificate ICQ per il contatto alimentare, prive di piombo e cadmio, prodotte con materie prime feldspatiche di prima qualità. Dettagli che, per chi sceglie con attenzione i propri strumenti di lavoro, non sono secondari.

Un’evoluzione che non tradisce

Ghisa nasce da una parola chiave precisa: sorprendere. In una materia plasmata per durare, oltre i canoni della porcellana classica. Con i nuovi colori esterni, questa promessa si rinnova senza tradire l’essenza della linea. La texture rimane variegata e intensa. La solidità del materiale invariata. Cambia il modo in cui la luce interagisce con la superficie esterna, muta il dialogo cromatico con il cibo e con l’ambiente della sala.

Il nero non scompare, ma si arricchisce. E una linea già conosciuta torna a sorprendere, di nuovo – quello per cui era nata.

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