Il Regolamento UE sugli imballaggi monouso (PPWR): è il momento delle stoviglie in porcellana

9 Settembre 2026

Ho.Re.Ca.: un settore sempre in evoluzione

Per estetica, per moda, per un semplice cambio di idee: si cambia menù, si rinnova la sala, si ripensa il servizio del pane o si sostituisce una vecchia linea di stoviglie. Il settore Ho.Re.Ca. è abituato a reinventarsi. Menu che cambiano stagione dopo stagione, format che si contaminano tra fine dining e street food, un ospite sempre più informato ed esigente. 

Ora, però, a suggerire un cambio di prospettiva non è soltanto il gusto, ma il nuovo quadro normativo europeo. C’è una data entro cui il monouso, per chi mangia e beve all’interno di un locale, non si potrà più utilizzare. 

Un espresso servito al banco, sorseggiato in piedi in due minuti. Una poke bowl composta al momento e consumata al tavolo, tra una call e l’altra. Una colazione di hotel dove la marmellata, il burro, il miele arrivano in piccole confezioni sigillate, aperte e poi gettate. Sono tre momenti di consumo diversi, ma hanno un tratto in comune: per anni, in tutti e tre i casi, l’usa e getta ha fatto da comparsa silenziosa ma protagonista.

È questo, allora, il momento giusto per ripensare a come si interagisce con i clienti nella presentazione di cibo e bevande: la porcellana professionale diventa un’alternativa che risponde alle esigenze del futuro, dove il riutilizzabile e il riciclo sono in primo piano. 

Il PPWR cambia le regole: come e quando

Facciamo un po’ di chiarezza per i ristoratori. Il Regolamento UE 2025/40, noto come PPWR – Packaging and Packaging Waste Regulation, è entrato in vigore l’11 febbraio 2025 e ha iniziato ad applicarsi il 12 agosto 2026. Da quella data sono operativi gli obblighi generali per chi produce e immette imballaggi sul mercato – dichiarazioni di conformità, limiti su PFAS e metalli pesanti, documentazione tecnica. Quindi, finora, un impianto di regole, non la limitazione sul monouso in sala.

La parte che riguarda più da vicino bar, ristoranti, hotel e catering verrà implementata gradualmente: 

  • 12 febbraio 2027 – chi vende cibi e bevande da asporto dovrà permettere al cliente di farsi riempire un proprio contenitore, senza sovrapprezzo.
  • 12 febbraio 2028 – dovrà essere offerta anche un’opzione di imballaggio riutilizzabile per l’asporto (con alcune esenzioni per le microimprese).
  • 1° gennaio 2030 – il focus della norma per chi lavora in sala, ossia divieto di imballaggi monouso per alimenti e bevande riempiti e consumati all’interno del locale, stop alle monoporzioni usa e getta di condimenti, salse, zucchero, panna in hotel, bar e ristoranti.

È un percorso che si fa più stringente progressivamente ed è bene che chi gestisce un locale lo consideri. Il terreno era già stato preparato: dal 2021 la direttiva SUP ha già eliminato piatti, posate e cannucce monouso in plastica per il consumo sul posto. Il PPWR chiude il cerchio, con una logica che si estende a tutta la filiera degli imballaggi legati al servizio in sala.

Il 2030 può sembrare lontano, ma non lo è, se si pensa ai tempi di un rinnovo mise en place fatto con la giusta scrupolosità per scegliere servizi di stoviglie adatte allo stile del locale, senza fretta. 

Vediamo cosa cambia e quali possibilità ti consigliamo.

Gastronomia e formule veloci: usa e getta come abitudine da modificare

Poke bowl, insalatone, formule healthy da consumare in loco: è uno dei segmenti Ho.Re.Ca. cresciuti di più negli ultimi anni, ed è anche dove il monouso si è diffuso maggiormente, spesso per pura abitudine operativa più che per reale necessità.

Il Regolamento apporta cambiamenti incisivi: una ciotola pensata per il consumo sul posto non potrà più essere in cartone o plastica dal 2030. La transizione, però, è l’occasione per alzare il livello percepito di un formato che spesso viene considerato “informale” a priori.

La linea Gastronorm, nelle varianti Basic e Gourmet, nasce su misura standard per la ristorazione professionale e si presta perfettamente al servizio veloce senza rinunciare all’estetica. Per chi cerca un’anima più materica – una tartare di tonno servita su una superficie che ricorda la pietra naturale – la collezione Porcellana Ardesia unisce il fascino grezzo alla resistenza dei cicli di lavaggio più intensivi: perfetta per i banchi gastronomia e le formule di servizio che vogliono comunicare autenticità, senza improvvisazione.

Pirofila in porcellana bianca dimensioni professionali MPS Porcellane

Semplice eleganza, con le linee Gastronorm

Il momento del caffè con le tazze in porcellana invece che le monouso 

Un’abitudine molto diffusa, soprattutto nei bar più frenetici sta per cambiare: quella di servire il caffè o la spremuta in un bicchierino monouso anche a chi consuma al tavolo. Sicuramente comodo e veloce, ma proprio il tipo di proposta che il PPWR, dal 2030, eliminerà per il consumo sul posto.

C’è già un’alternativa: una linea semplice, resistente, pensata per i ritmi del bancone. Tazze nasce esattamente per chi cerca qualcosa di funzionale ma elegante: superfici lisce, personalizzabili anche su piccoli quantitativi, resistenza allo stress dell’uso quotidiano. Un cappuccino servito nella tazza giusta comunica cura fin dal primo sorso, e non è un dettaglio che passa inosservato: è spesso la prima impressione che un cliente continuerà a ricordare.

Per chi propone anche piccoli assaggi al banco, come un tagliere in miniatura, uno sfizio da aperitivo, una porzione di dolce da passeggio consumata al tavolino alto, la linea Finger interpreta lo stesso principio in formato ridotto: piccoli volumi, grande carattere, il supporto ideale per aperitivi creativi e percorsi di degustazione che oggi, in troppi locali, finiscono ancora su un comune piattino di cartone.

La colazione in hotel senza le monoporzioni: la scena cambia, l’ospitalità eccelle

Dal 2030 le confezioni monodose di marmellata, miele, burro e zucchero nella colazione d’albergo rientrano tra gli imballaggi che il PPWR metterà al bando. Per molte strutture significa ripensare un momento fondamentale dell’esperienza per l’ospite, la prima vera occasione di contatto della giornata, senza gli strumenti a cui erano abituate.

È una svolta che, se interpretata al meglio, diventa un’opportunità: una colazione servita in piccoli contenitori di porcellana, anche in abbinamento per stile o tonalità alla linea del ristorante dell’hotel, comunica un’attenzione che la bustina monoporzione non ha mai potuto trasmettere. La linea Miniature è ideale in questo caso: piccole ciotole per marmellate, miele, granola, yogurt, capaci di creare l’idea di un buffet curato nel dettaglio invece che standardizzato.

Per il servizio più ampio che include uova al bacon, lievitati e frutta fresca, le linee Buffet e Grand Buffet, con dimensioni generose e linee pulite, sono pensate per valorizzare grandi numeri di ospiti senza perdere eleganza, mentre la variante Grand Buffet Roasting accompagna anche le preparazioni calde delle occasioni più curate.

La sostenibilità nella ristorazione: durata della porcellana contro riordino continuo

Sostenibilità nel food service vuol dire attenzione a ingredienti, filiere, energia, sprechi alimentari e packaging. Ma anche stoviglie e durata. 

Il costo del monouso non è mai solo il prezzo del singolo pezzo: c’è il riordino continuo, lo stoccaggio, lo smaltimento, la gestione dei fornitori. Una spesa che si ripete, mese dopo mese, senza sosta.

La porcellana professionale rovescia questa logica. Un investimento iniziale che si ammortizza nel tempo, grazie a una resistenza pensata per i ritmi più intensi: lavastoviglie industriali, urti, sbalzi termici dal forno alla sala. L’impatto ambientale si riduce notevolmente e crea più valore.

Le collezioni come Simple e Handware, sono il connubio perfetto tra l’obiettivo di utilizzo quotidiano professionale e bellezza: linee pulite, design essenziale, una proporzione tra leggerezza e solidità che permette a un piatto di stare comodamente in mano durante un servizio in movimento, senza rinunciare alla resistenza necessaria a centinaia di lavaggi.

Non va dimenticato, poi, un vantaggio spesso sottovalutato ma decisivo per chi lavora in cucina: la porcellana è un materiale non poroso, non assorbe grassi né odori, resiste alle alte temperature di lavaggio richieste dai protocolli HACCP e non rilascia sostanze nei cibi caldi, un aspetto su cui il monouso, per sua natura, non può competere.

piatti e ciotole in porcellana bianca pratiche MPS Porcellane

Pratica sostenibilità: Handware, per servizi dinamici

Oltre la conformità: il cambiamento è un’occasione per migliorare il servizio a tavola con le stoviglie in porcellana

La modifica del regolamento non deve essere interpretata come un’imposizione problematica, ma può essere invece un’opportunità.  

Ogni giorno, in un ristorante, una stoviglia entra in contatto con il cibo, con il servizio, con la sala, con la lavastoviglie, con le mani del personale e, soprattutto, con lo sguardo del cliente.

Un piatto non è semplicemente una base che contiene una pietanza. È il fondo bianco che fa brillare il rosso di un pomodoro maturo, il bordo che accompagna una crema di patate e tartufo, la materia scura di Ghisa, in finitura variegata e opaca, che incornicia con carattere una cucina più contemporanea e non convenzionale oppure la tazza che chiude il pasto con un espresso o un cappuccino e lascia l’ultima impressione prima del conto. Per chi vuole distinguersi anche nel dettaglio più intimo, la linea Handpainted, un omaggio all’arte artigianale italiana con ogni pezzo dipinto rigorosamente dipinto a mano, trasforma il servizio in un racconto di unicità. 

Il monouso, per quanto pratico, non ha mai potuto esprimere tutto questo. Scegliere piatti per  ristorante e stoviglie per la ristorazione significa progettare una parte dell’esperienza.

Immaginiamo un piatto di ravioli del plin con burro nocciola e salvia. Oppure una parmigiana appena uscita dal forno, un risotto alla milanese servito ancora caldo, una fetta di torta al cioccolato accompagnata da una crema leggera. Sono delizie create con arte e passione che meritano qualcosa che non sia solamente funzionale, ma espressione di un’idea che va oltre la presentazione più eccelsa, che accoglie una storia raccontata da chef e professionisti. 

Per una scelta destinata a durare nel tempo, la porcellana professionale è la risposta più naturale alla nuova direzione indicata dal PPWR.

Pirofile in porcellana nera opaca con esterno colorato MPS Porcellane

L’artigianalità della porcellana con finitura nera di Ghisa per sorprendere

MPS Porcellane: pronti al 2030, da sempre

Dal 1987 lavoriamo la porcellana per la ristorazione professionale, tra Saronno e i tavoli di chi ogni giorno accoglie ospiti in Italia e non solo. Materie prime feldspatiche di qualità eccellente – feldspato, quarzo e caolino, provenienti da Limoges – cotte a temperature che raggiungono i 1300 gradi, per articoli certificati per il contatto alimentare, privi di piombo e cadmio.

Il Regolamento sugli imballaggi non ci coglie impreparati – come non sorprende i nostri clienti: la direzione verso il riutilizzabile è quella che proponiamo da sempre. Con oltre 30 linee di prodotto e più di 1000 forme, il nostro catalogo permette di interpretare il cambiamento e scegliere il futuro del proprio locale. La nostra tradizione artigianale è il punto di partenza, che non basta: guardiamo sempre avanti, curiosi, instancabilmente entusiasti di scoprire cosa vorrai creare con il nostro catalogo.

Il domani della ristorazione non è dettato da obblighi, ma dalle tue scelte.