Un anno di innovazione, sperimentazione, ma con punti fermi ben saldi, tra cui la qualità, si è appena chiuso. I professionisti della ristorazione, quelli capaci di segnare un’epoca – ma anche più semplicemente di rendere un pasto indimenticabile – non stanno a guardare i trends, ma li vivono, giorno per giorno, li anticipano e li rendono propri.
E se fosse proprio uno di questi chef a raccontare il 2026? Ecco quello che ci direbbe.
“Se oggi mi chiedessero come immagino la ristorazione nel 2026, non parlerei subito di tecnologie o mode. Parlerei di sensazioni.”
Il cambiamento più profondo che stiamo vivendo non riguarda solo cosa mettiamo nel piatto, ma come lo presentiamo, dove lo serviamo, cosa raccontiamo senza dire una parola.
Nel 2026 la ristorazione si muoverà verso quello che molti chiamano Elevated Comfort: un ritorno a esperienze riconoscibili, rassicuranti, ma filtrate da una nuova consapevolezza estetica e progettuale. La tavola non sarà più un supporto neutro, isolato, ma parte integrante del tutto.
Ed è qui che entrano in gioco le stoviglie. Non come accessori, ma come strumenti di identità.
Il nuovo comfort artigianale: Stoneware e materia vissuta
“In cucina preparo piatti che parlano di memoria: una salsa lunga, un fondo intenso, una cottura paziente. Ma quando arrivo all’impiattamento, so che la preparazione non è completa senza la materia giusta sotto.”
Nel 2026 sempre più chef sceglieranno superfici tattili, piatti che non sono perfetti, che mostrano una texture, una vibrazione.
La nostra linea Stoneware risponde esattamente a questa esigenza. Porta in tavola un’estetica che sembra artigianale, ma è pensata per la ristorazione professionale. Un impasto molto resistente, differente dalla porcellana più nobile per una composizione non necessariamente costituita da pregiati materiali naturali, meno vetrificato. Superfici semiopache, cromie calde, profonde.
Sono piatti che invitano al tocco, che dialogano con preparazioni sincere, genuine, autentiche, stagionali, comfort ma di classe: paste al forno, brasati, stufati, noodles, smashed burger. Nel 2026 il cliente non cerca l’effetto “wow” artificiale: cerca verità.
E la materia racconta più di mille parole.

Il comfort food, in texture straordinarie – Stoneware
La firma del locale: tazze in porcellana personalizzate e identità visiva
“C’è un momento che spesso sottovalutiamo: il finale. Il caffè, l’infuso, l’ultimo sorso.”
Nel 2026 questo momento diventerà uno degli strumenti più forti di branding.
La linea Tazze, essenziale per ogni attività Ho.Re.Ca. è personalizzabile anche su piccoli quantitativi con logo, monogramma o segno distintivo.
Resistenti all’uso professionale, per caffè, cappuccio o thè, sono forniti con piattino e hanno tutti gli stili ideali per i locali più alla moda. Trasformano un gesto quotidiano in firma riconoscibile e sono pensate per essere fotografate, condivise, ricordate.
Ma il “brand” non si racconta solo con il logo: è la continuità dello stile, una base famigliare, una classe che fa da fil rouge per ogni piatto, per ogni menù, tutti i giorni. Servono allora stoviglie in porcellana versatili, complete, con uno stile di linee e colori capace di valorizzare quello dello chef, non solo del barista. MPS Porcellane propone proprio tutto quello che serve: oltre 1000 forme di articoli, in più di 30 linee.
Nel racconto del locale, la personalizzazione e uno stile chiaro è un elemento che il cliente ricorda, senza dubbio, più a lungo.

Tazze e classe, per distinguersi in un’esperienza riconoscibile
Piccoli bocconi, grandi storie: Finger e Miniature
“Mangiamo meno. Assaggiamo di più.”
Nel 2026 i menu degustazione, le formule tasting, i percorsi di piccoli piatti diventeranno centrali. Anche fuori dall’alta cucina. “C’è voglia di socialità, curiosità gastronomica, ma anche attenzione alla salute e influenza da parte dei trend nutrizionali. Questo cambia radicalmente la tavola”.
Serviranno forme pensate per un solo gesto, per un boccone ben definito, per una condivisione spontanea.
Le nostre collezioni Finger e Miniature nascono proprio per questo motivo.
Piccole ciotole, piatti compatti, elementi che permettono allo chef di costruire ritmo e narrazione, tra abbinamenti e combinazioni classiche o sorprendenti.
Non sono “mini piatti”, sono strumenti di progettazione gastronomica per tartare, amuse-bouche, antipasti pronti da condividere.
Nel 2026 il dettaglio farà la differenza e deve essere intenzionale.

Contrasti tra effetto ghisa e lucida porcellana, lo stile industrial in chiave elegante
Natura e industria: Ghisa e porcellana come equilibrio
“Le sale cambiano. Il design dei ristoranti nel 2026 mescolerà materiali vivi e superfici industriali: legno, pietra, metallo, cemento. E sicuramente la porcellana si può abbinare con tutti gli stili.”
La chic industriale si abbina alla perfezione con Ghisa, porcellana feldspatica con una finitura effetto ghisa, appunto, nella tonalità nera opaca. Un pizzico di mistero, tanta resistenza e versatilità infinita per sodalizi classici o originali.
Contrasti che dialogano in un equilibrio ideale, nel segno evergreen della natura, intrinseca in un materiale che nasce dalla terra e viene lavorato da mani sapienti in modo artigianale, completando la produzione con processi industriali come un pressocolaggio computerizzato, che perfeziona quello manuale.
“Le stoviglie MPS Porcellane si inseriscono in ambienti complessi, dove nulla è puramente decorativo e mai solamente funzionale. La porcellana porta luce, pulizia visiva, precisione.
La ghisa aggiunge forza, calore, presenza.”
Parliamo di cucina contemporanea: essenziale, concreta, ma profondamente umana. In scelte sempre consapevoli: un’anima green è optare per stoviglie che durano, per ridurre le sostituzioni, con attenzione a materiali igienici e sicuri.
Raccontare senza parlare: Handpainted e social media appeal
“Nel 2026 il ristorante sarà anche un luogo dove le immagini viaggiano più veloci delle parole.”
La nostra linea Handpainted abbraccia questa esigenza con un’estetica che sembra spontanea, quasi imperfetta, ma estremamente riconoscibile. Ogni pezzo ha un carattere, una variazione, una storia visiva perché unica, con pennellate sempre diverse, a mano.
Il colore ha il suo ruolo: giallo, marrone, rosso, blu, verde per creare “contenuti” che non passano di moda. Tonalità che si mescolano a quelle dei cibi, che le esaltano, le fanno brillare nei “clic”.
Sono stoviglie che funzionano dal vivo, e catturano ‘like’ sui social, non perché fanno scalpore, ma perché sono autentiche.
Nel mondo dei contenuti evanescenti, quello che resta ha un’anima.

Un’anima green, dipinta a mano – Handpainted
Il 2026 non è una moda, è una direzione
“Se dovessi riassumere quello che potrebbe proporre la ristorazione del 2026 con una frase, direi questo: meno artificio, più progetto.”
La cucina è sicuramente centrale, ma non è sola: la tavola la accompagna, la sostiene, la racconta.
Le nostre stoviglie in porcellana per i ristoratori diventano partner strategici tra forma, materia e funzione. Le nostre linee sono pensate per chi vive la ristorazione ogni giorno, per chi vuole essere più di un trend e sceglie certezze sempre valide.
Perché nel 2026, più che mai, la differenza sta nei dettagli che durano.
Chiedi ispirazione a MPS Porcellane: siamo al tuo fianco per un nuovo anno all’insegna dell’eccellenza.


